CEREALI

La produzione ceralicola mantiene tuttora, in Calabria, un'importanza rilevante, malgrado le condizioni climatiche non siano ottimali per la coltivazione di questo alimento. Infatti, il grano soffre la siccità, quando viene coltivato in primavera, e le forti piogge invernali, quando è seminato in autunno. La quota principale della produzione è rappresentata dalla coltivazione del frumento. Interessante far notare che quasi un terzo di questa produzione è costituito da frumento duro. Non meno importante è l'entità delle altre produzioni cerealicole quali l'avena, il granturco, la segale.

Da precisare che l'unica zona del Mezzogiorno che produce il riso è proprio quella di Cosenza, che è nota anche per le sua aree coltivate a grano. In provincia di Cosenza i due settimi della superficie agraria e forestale sono coltivati a frumento: i comuni di maggior produzione sono Cassano, Corigliano Calabro e San Giovanni in Fiore. Si tratta di prodotti ricchi di proteine e di amidi, utilizzati sia per produrre farine per l'alimentazione dell'uomo, sia come foraggio per gli animali. In particolare, la farina che se ne ottiene si usa generalmente mescolata a quella di frumento, di segale o di granturco per preparare focacce, biscotti e pane.

Dalla segale si ottiene un pane a più a lunga conservazione, ma meno digeribile di quello di frumento. Il riso può essere usato quale alimento o come prodotto di trasformazione per l'industria alimentare. Può essere consumato direttamente dopo averlo fatto bollire in acqua, oppure viene conservato inscatolato come minestra, farina di riso, budino e, come nella ricetta tipica locale, in tortiera. Tutti questi prodotti vanno ad aumentare il volume dell'industria alimentare, visto che si tratta di ingredienti tipici della cucina calabrese, e fanno sì che gli impianti di macinazione del frumento e di pastificazione degli sfarinati siano sempre più efficienti, senza per questo dimenticare gli insegnamenti della tradizione.

   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  Fonte
Eugenio Cialfa, La Calabria, Istituto Nazionale della Nutrizione, Roma
G. Algranati, Basilicata e Calabria