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Calabria la cultura del maiale ha da sempre avuto un'importanza
rilevante, ed ancora oggi è radicata in tutto il territorio,
anche perché, in passato, ha permesso di superare quei
momenti difficili in cui il cibo scarseggiava, nel presente,
costituisce una delle fonti di reddito più significative
per l'agricoltura.
La letteratura folcloristica è ricca di aneddoti, canti,
proverbi che provano quanto fosse importante il rito
e l'economia del maiale. Oggi la norcineria calabra
costituisce una voce fondamentale nell'economia agricola,
grazie alle sue tante specialità, che mettono insieme
il cotto ed il crudo, il piccante e il dolce, rinomate
ed apprezzate in Italia e all'estero.
C'è infatti una grande richiesta di soppressate,
a cui è stata riconosciuta dalla Ue la Denominazione
di origine protetta (Dop), di capicolli, di 'nduje
e salsicce piccanti e non, consumate sia fresche,
alla griglia o nei piatti tradizionali, che stagionate.
Gli animali, essendo nutriti con cibi locali, prodotti
in azienda, hanno caratteristiche fisiche migliori di
quelli degli allevamenti intensivi, assumendo meno farmaci
nocivi alla qualità dei salumi ed alla salute del consumatore.
La qualità dei prodotti è accresciuta dal largo uso
di peperoncino che, avendo in se molta vitamina C, ostacola
i processi di ossidazione che deteriorano il salume.
In più una lunga stagionatura consente di avere un prodotto
nel quale i grassi saturi del maiale vengono trasformati
in grassi polinsaturi, cioè in provitamina A, B, E,
ed F, indispensabili per la nostra salute. Ricerche
svolte dall'Università di Reggio Calabria hanno dimostrato
che l'uso nella 'nduja del budello naturale favorisce,
durante la stagionatura, il risanamento microbiologico
del prodotto, cosa che non si verifica quando viene
utilizzato il budello artificiale, nel quale vengono
immessi nitrati.
Tra le specialità citiamo le frittole, cotenne
usate per condire piatti a base di legumi; gli scarafogli,
fatti con parti di testa, cotenna, piede e ossa bollite
nell'aceto e servite come antipasti. Salsicce di ogni
tipo: con la finocchiella, con il peperoncino, sott'olio
e secche. Oppure la spianata calabrese, un salame
di carne magra con l'aggiunta di sale, peperoncino e
cubetti di lardo, e la pancetta, anch'essa riconosciuta
Dop, stagionata e mangiata insieme a fave fresche, nella
polenta, con i legumi e nelle paste. Fonte Assessorato
all'Agricoltura della Regione Calabria, Sapori di Calabria.
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