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Il liquore, per definizione, è una
bevanda ad alto tenore alcolico che contiene una soluzione
di alcol etilico, acqua, zucchero e essenze varie, come
il bergamotto, la liquirizia o il limone, combinate
nei modi più disparati.
La scoperta del liquore viene fatta risalire al secolo
XIII; ma perché l'aqua ardens (o aqua vitae,
come venne da alcuni definita) diventi il liquore vero
e proprio bisogna attendere il secolo XV: da questo
momento l'arte di combinare l'alcol con aromi vegetali
o profumi andò sempre più sviluppandosi, prima nei conventi
poi presso i laici, originando un'industria di notevole
importanza economica che tuttora esiste in Calabria
come nel resto d'Italia.
Secondo il modo di fabbricazione, i liquori hanno una
diversa gradazione alcolica e si possono suddividere
in: liquori non zuccherati, costituiti da acqueviti
aromatizzate con differenti sostanze; liquori amari
o aperitivi (bitter), costituiti da acqueviti non zuccherate,
aromatizzate e amaricate con sostanze come l'arancio
amaro; liquori con una concentrazione variabile sia
di zucchero che di alcol etilico.
Quest'ultimo gruppo può essere a sua volta così suddiviso:
liquori ordinari, con il 18% di alcol e il 12,5% di
zucchero; liquori doppi con una maggiore quantità di
sostanze aromatiche; liquori fini a percentuale maggiore
di alcol e zucchero; liquori sopraffini o creme di liquore
il cui aroma è ottenuto mediante la distillazione di
particolari erbe.
I liquori tipici dell'area di Cosenza sono: il liquore
di liquirizia, nato da antiche ricette erboristiche,
per la cui realizzazione sono impiegati e lavorati i
rizzomi della pianta; il liquore ricavato dal bergamotto,
tonico, digestivo, dissetante, ottimo se gustato freddo;
il limoncello, noto in tutto il mondo e ricavato
dall'infusione alcolica delle bucce dei limoni.
Per ultimo, ma non meno importante, l'Amaro Silano,
fatto con 12 erbe, tra cui la valeriana, la genziana
ed il quassio, che si trovano tutte tra la flora che
cresce spontanea nella Sila e che hanno proprietà benefiche
conosciute sin dall'antichità. Intorno a questi prodotti
si è sviluppata tutta una rete di piccole aziende che,
secondo la legge italiana, devono denunciare la fabbricazione
e l'esportazione delle bevande alcoliche da loro prodotte,
in modo da ottenere la preventiva autorizzazione, il
che comporta l'osservanza di specifiche norme igienico-sanitarie,
garanzia della loro ottima qualità.
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