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Da sempre mari, foreste e campi
sono stati per l'uomo una fonte di cibo e di ricchezza.
La pesca, con le sue attività legate al trasporto,
alla conservazione e allo smercio del prodotto,
sono descritte sin dal III secolo a.C.
Già nell'alto medioevo la pesca del tonno era
così fiorente da poter essere paragonata, per
l'indotto che creava, ad un'attività di livello
industriale dei giorni nostri.
La fama di cui godono le produzioni ittiche calabresi
è ampiamente meritata perché ancora prodotte a
livello artigianale, rispettando, nelle varie
fasi della lavorazione, la migliore tradizione
marinara. La bottarga di muggine, di tonno,
le acciughe e le sarde salate o
marinate sono sempre preparate, con un'altissima
qualità non abbastanza tutelata, nei piccoli laboratori
artigianali. Per confezionarli sono utilizzati
i tradizionali cugnitti, vasi di terracotta smaltati
dove le acciughe, precedentemente salate, vengono
sistemate e cosparse di peperoncino. L'utilizzo
che ne viene fatto è infinito: per antipasti,
spuntini, zuppe di pesce, salse e primi piatti.
Non solo i prodotti del mare venivano e vengono
tuttora trasformati, anche i frutti della campagna
hanno da sempre rappresentato una fonte di nutrimento
e di ricchezza per le popolazioni rurali calabresi,
sia per necessità che per piacere. Tra le tante
verdure ed erbe che crescono spontaneamente degna
di nota è la cicoria selvatica, che, con
tutta la sua valenza culturale, viene consumata
diffusamente tanto da essere conservata sott'olio
per averne sempre una scorta, anche durante la
brutta stagione. Messa in contenitori di vetro
con olio ed aglio, viene usata come contorno per
carni pesce e formaggio. Per le sue proprietà
diuretiche e depurative, è l'ideale per chi soffre
di diabete.
Tipica della provincia di Cosenza è la produzione
di melanzane sott'olio, data la
grande abbondanza. Vengono preparate in vari modi,
tutti molti gustosi: con basilico, con il peperoncino,
con i semi di finocchio selvatico. La produzione
di conserve ortive è tale, sia per qualità che
per quantità, che ne beneficia anche il comparto
industriale, con una resa che qualitativamente
è molto simile a quella artigianale.
Anche il fico, che è un frutto molto diffuso
in tutta la regione, viene conservato con metodi
che ne assicurano una lunga durata ed esportato
nei mercati nazionali ed esteri.
I fichi a pallone sono molto nutrienti
ed anticamente erano riservati alle classi agiate.
Una volta appassiti vengono cosparsi di zucchero
e di polvere di cannella e riempiti con arance
candite, da qui la caratteristica forma a palla
da cui deriva l'origine del loro nome. Per ultima,
ma non meno importante è la produzione del miele,
che è entrata a far parte della tradizione della
regione calabrese, grazie alla presenza di numerosi
boschi, pascoli ed agrumeti.
Le imprese producono le più disparate qualità
di miele: da quello integrale per i disturbi intestinali
a quello al tarassaco per depurare il fegato.
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